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Belgio/Belgica

Il culto medievale di San Giacomo nei Paesi Bassi

Il culto per san Giacomo di Compostela è stato sempre moto popolare nei Paesi Bassi. Le prime testimonianze riguardanti i contatti tra i Paesi Bassi meridionali e il santuario spagnolo sono dell' XI secolo. Nel corso del XII secolo sembra che la sua fama si sia estesa a tutti i Paesi Bassi. All'inizio vi si recavano soprattutto i religiosi e i nobili, a partire dal XIII secolo anche i borghesi. Tra le più antiche testimonianze che riportano pellegrinaggi di semplici laici vi è la citazione di un certo Nicolaas Tiel e sua moglie, che nel 1224 fecero un dono ad un'abbazia prima di recarsi a Santiago. E alcuni anni dopo sono segnalati sei abitanti di Ninove in viaggio verso il santuario spagnolo.

Dal XIII secolo il culto per san Giacomo di Compostela si è esteso ovunque nei Paesi Bassi. Nella letteratura vi sono elementi particolari di questo culto che furono osservati nei Paesi Bassi e da qui diffusi. Esiste addirittura una tradizione apocrifa che riguarda un ordine cavalleresco dedicato a ]acobus Maior, probabilmente creato nel 1290 dal conte olandese Floris V. Egli sarebbe stato ispirato dai racconti di un lontano antenato, Sflillem l, che nel 1217 durante la quinta crociata, in cammino verso la Terra Santa, combattè gli infedeli nell'odierno Portogallo e fu, in questa occasione, paragonato ai Cavalieri Spagnoli dell'Ordine di Santiago. Inoltre, racconti su san Giacomo presentano connotazioni cavalleresche nello Spiegel  Historiael di Jacob van Maerlant, che dedicò questo lavoro al conte olandese.

Numerose istituzioni testimoniano l'estendersi dell'influenza di questo culto dal Sud verso il Nord dei Paesi Bassi; dapprima le chiese e le cappelle, in seguito gli ospizi e le confraternite.

Le istituzioni più antiche provengono dai Paesi Bassi meridionali, l'odierno Belgio. Nel Nord, l'odierna Olanda,le istituzioni sono di un'epoca successiva e meno numerose. Nella mappa pubblicata nella parte finale del capitolo si notano chiaramente l'evoluzione cronologica come anche la differenza numerica.

Oltre ai pellegrinaggi fatti di spontanea volontà, vi sono quelli imposti. Questi sono pellegrinaggi di espiazione e legati alle sentenze dei tribunali ecclesiastici, secolari e soprattutto urbani. Questa pratica si è sviluppata maggiormente nel XIV e nel XV secolo. Vi sono poi disposizioni testamentarie che stipulavano pellegrinaggi da farsi dopo la morte del testante. Nella maggior parte dei casi, veniva trattenuta una somma di denaro dalla eredità riservata a questo scopo. Alcune volte veniva anche indicato chi dovesse sottomettersi. D'altronde si devono segnalare pellegrinaggi in contratti e scommesse i cui atti erano depositati presso il tribunale degli scabini.

Gli influssi di queste manifestazioni religiose si espressero essenzialmente nel campo delle belle arti. Chiese, cappelle, ospizi furono costruiti e decorati con sculture; mentre si realizzano pitture per adornarne gli interni. Come si verificava nel tardo Medioevo, la devozione era uno stimolo importante per l'espressione artistica. Numerosi manoscritti ne danno esempio. A questo proposito è notevole la differenza esistente tra Nord e Sud, soprattutto quantitativamente: la produzione artistica del Sud è più ricca. La Riforma ha avuto conseguenze decisive nel Nord per l'iconoclastia, m a questa non è una ragione sufficiente per spiegare la grande differenza dei numero di vestigia conservate. È probabile che una devozione meno evidente abbia caratterizzato il Nord, fatto percettibile in altre espressioni religiose.

A poco a poco è nata nei Paesi Bassi tutta un'attività intorno al culto di san Giacomo, però non abbastanza consolidata da passare indenne le conseguenze della Riforma. Nei Paesi Bassi settentrionali, divenuti protestanti, scomparve quasi completamente il culto di san Giacomo, mentre nei Paesi Bassi meridionali, rimasti cattolici, il culto subì grandi cambiamenti senza sparire però del tutto.

Nel corso del XVII secolo, la leggenda spagnola di san Giacomo catturò I'attenzione del famoso teologo calvinista Gisbertus Voetius {1589-1676) -considerato il papa calvinista di Utrecht in antagonismo con il papa di Roma Clemente X (1590-1676)- che sgretolò in una violenta argomentazione tutto un tessuto di improbabili e falsi discorsi. Dal punto di vista di Voetius, I'opera letteraria «jacopea» fu sostenuta dall'esecrabile potere papale non solo pretendendo che tutte queste menzogne fossero prese per oro colato, ma addirittura ricompensandole con perniciose indulgenze. D'altronde, aggiunge Voetius, durante I'Anno Santo potevano essere ottenute “miriadi” di indulgenze, quando il 25 luglio, festa di san Giacomo, cadeva di domenica.

 


 

La fama di Santiago nei Paesi Bassi

Se dovessimo credere sulla parola allo scrittore arabo Ibn Dihya, pellegrini dalla Frisia a Santiago de Compostela sarebbero già stati segnalati nell'860. Ma, secondo un'altra testimonianza, questo luogo di culto sarebbe già stato visitato molto prima da Evermarus di Frisia, addirittura prima che si diffondesse la notizia della scoperta della tomba nella Spagna occidentale. Dopo la morte, avvenuta verso l'anno 700 nel Limburgo belga, Evermarus fu oggetto di culto in relazione al suo presunto viaggio al santuario spagnolo. In questa regione viene venerato ancora oggi. Si racconta anche che il predicatore Liudger di Frisia fece un viaggio in Spagna nell'anno 800 circa per onorare Jacobus Maior.

Questi racconti sono stati segnalati molto più tardi e sottolineano che il culto di san Giacomo si era già diffuso nell'epoca in cui furono riportati, il XII secolo. Il Liber Sancti Jacobi descrive viaggi precoci dalla Frisia verso Compostela. La forma definitiva di quest'opera risale al XII secolo e il suo manoscritto più famoso conservato a Compostela, è noto con il nome di Codex Calixtinus. In esso vengono menzionate persone che venivano dalla Frisia, e nel settimo miracolo, datato nel 1101, il protagonista si chiama Frisonus.

Segnalazioni di avvenimenti della seconda metà dell' XI secolo sono più credibili. La prima contiene il racconto dei monaci del monastero di San Giacomo a Liegi, in quel periodo ancora consacrato a Giacomo Minore. Questi fecero un viaggio nel 1056 a Santiago de Compostela per cercare reliquie. Con qualche difficoltà i monaci di Liegi ottennero alcune reliquie dalla cappella reale, tra le quali un frammento di un braccio di Giacomo. Quindi, nel 1075, decisero di cambiare il patrono del monastero in Giacomo Maggiore. La seconda segnalazione riguarda due cavalieri fiamminghi che viaggiarono verso la Spagna ma il 1076 e il 1078 avendo fatto voto di visitare il santuario durante una battaglia.

Durante il XII secolo aumentano le testimonianze di pellegrini provenienti dai Paesi Bassi. Viene segnalato il racconto di un nobile fiammingo Adalard, signore di Eine e Oudenburg, che nel 1120 circa, tornando da Santiago a Aubrac (Aveyron) , vi avrebbe fondato una chiesa dedicata alla Madonna e un ospizio per pellegrini; come anche una confraternita di cavalieri che, fino al XVII secolo, accompagnavano e proteggevano i pellegrini. Questi nei loro viaggio a Santiago de Compostela attraversavano regioni pericolose, inospitali e difficilmente percorribili. Una targa d'ottone nel coro della chiesa di Aubrac (1892) ricorda I'opera di Adalard: “A la mémoire d'Adalard, seigneur flamand, fondateur de I'hospice d'Aubrac, décedé en ce lieu le 5 mai 1135”.

I partecipanti dai Paesi Bassi alla seconda, terza e quarta crociata visitarono il santuario negli anni 1147, 1189 (con l’intenzione di derubare Compostela dei preziosi resti) e 1217.

In quel periodo la via marittima era molto usata, fatto attestato da una nota aggiuntiva alla storia dell' XI secolo, opera di Adam von Bremen, sui vescovi di Amburgo. Vi si indica come navigare verso Far (Vàres) iuxta Sanctum lacobum (nelle vicinanze di Santiago) partendo da Sincfal (lo Zwin: situato nell'odierna Fiandra Zelandese) via Prol (Prawle Point) sulla costa Sud-occidentale inglese (tra Torquay e Plyrnouth) e St. Mathieu (Pointe-St. Mathieu) sulla costa bretone.

Questa via marittima ha rivestito una grande importanza per i pellegrini dei Paesi Bassi. In sentenze che comminavano il pellegrinaggio come pena si fa osservare che il condannato doveva fare il suo viaggio a piedi, quindi non poteva usare la via marittima. Una serie di testimonianze attesta la possibilità di viaggiare per mare verso Santiago; ci si chiede se si trattasse effettivamente di viaggi di pellegrini. Era questo il caso nel 1473, Anno Santo, quando una nave trasportò quattrocento pellegrini a La Coruna, e nel 1512, altro Anno Santo, quando un abitante di Anversa armò una nave per un viaggio andata e ritorno a Gerusalemme con fermata a Roma e a Santiago; per queste due ultime destinazioni era possibile una prenotazione a parte.

Nel XII secolo vengono citati alcuni viaggiatori: nel 1153, il vescovo di Kamerijk, verso il 1170 il conte fiammingo Filips van den Elzas. In alcune cronache olandesi si racconta come la contessa Sofia tornando da Santiago fu miracolosamente salvata, grazie all'intervento di <Iacobus>, da ladri che furono para paralizzati nel tentativo di accoltellarla. Il racconto di Filips van den Elzas riguarda soprattutto un compromesso tra la chiesa collegiata di Aire e il monastero di San Vaast a Utrecht che si contendevano il possesso del cranio di Jacobus Maior; Ffips ordinò di dividerlo in due parti, Ia parte anteriore alla chiesa di Aire e la parte posteriore al monastero di Utrecht.

Il copista di questo racconto menziona che Filips van den Elzas si recò a Compostela per verificare I'autenticità della reliquia, viaggio confermato da un'altra fonte. Filips venne a sapere che il cranio di Jacobus si trovava in effetti a Compostela, perché un tempo fu portato in Galizia il corpo con la testa, come già confermato dal testo un secolo prima ed anche dal Liber sancti Jacobi.

Secondo la Historia Compostelana la testa di Jacobus Maior era a Compostela dal 1116, cosicché Filips poté dimenticarsi dell'autenticità della reliquia fiamminga.

 


 

Fondazioni

A partire dalla seconda metà dell' XI secolo, ma soprattutto dal XII, il culto di san Giacomo si manifestò nella dedicazione di chiese, cappelle, altari e fondazioni di carattere caritativo. Si è già accennato al monastero di Liegi che venerò Jacobus Maior dal 1075. La cappella di San Giacomo di Coudenberg a Bruxelles fu fondata unitamente ad alcuni ospizi verso la fine dell' XI secolo. Nel 1091 venne iniziata a Gand la costruzione di una chiesa parrocchiale consacrata a Jacobus Maior. Nel Nord le testimonianze sono posteriori. Per Utrecht, che le fonti citano una chiesa consacrata a San Giacomo, viene nominata per la prima volta nel 1173; la sua costruzione era però iniziata verso il 1150.

Rimane il dubbio se queste appellazioni siano in relazione con il culto di san Giacomo di Compostela. Non è certo il caso per le fondazioni antiche di ospizi dove risulta l'appellativo Jacobus: questa denominazione non ha legami con il culto di Compostela e fu ispirata al culto generale per gli apostoli. La preoccupazione di fornire alloggi per viaggiatori bisognosi non era la ragione principale per la fondazione di ospizi, era solo una delle motivazioni. Gli ospizi erano soprattutto fondazioni caritatevoli per malati bisognosi di assistenza, persone anziane e persone senza mezzi che vivevano nelle vicinanze; vi si ospitavano eventualmente anche pellegrini.

Dalla lista cronologica sembra che non si possa pensare a fondazioni nei Paesi Bassi settentrionali prima del 1300. I secoli d'oro saranno il XIV e il XV, con la grande differenza tra Nord e Sud qui di seguito precisata. L'odierna provincia olandese del Brabante settentrionale durante il Medioevo apparteneva in gran parte al Ducato del Brabante, che viene considerato parte integrante dei Paesi Bassi meridionali. Invece l'odierna provincia olandese dei Limburgo, per i diversi orientamenti presi durante il Medioevo, presenta un quadro più complesso. Si può considerare che la sua parte meridionale (Maastricht) faccia parte dei Paessi Bassi meridionali, tuttavia si deve affermare che città come Roermond o Venlo non appartengono né ai Paesi Bassi settentrionali, né a quelli meridionali. Comunque sia, rimangono limitati il numero di fondazioni nordiche di ospizi di San Giacomo e soprattutto il numero delle chiese. Dopo la già nominata chiesa di Utrecht e prima del 1500, furono consacrate chiese a Giacomo Maggiore solo in Gralenhage e Winsterswijk. Anche nel Limburgo (si crede) il numero delle fondazioni è esiguo. Maastricht possedette presto un ospizio di San Giacomo e Roermond una confraternita. Nella vicinanza di questa ultima città, si trovava nel XIII secolo una cappella di San Giacomo lungo i'itinerario verso Sud; il nome passò poi al sobborgo dove essa si trovava. Infine a Venlo, nel 1533, viene segnalato un ospizio di San Giacomo.

 


 

Ospizi

Secondo alcuni regolamenti conservati, l’ amministrazione degli ospizi si svolgeva in stretta coerenza con I'amministrazione municipale. A Bruxelles due scabini e due anziani membri del Consiglio furono incaricati di controllare l'attività dell'ospizio di San Giacomo.

Furono anche redatti regolamenti delle attività domestiche, che dovevano essere rispettati dallo staff e dagli ospiti. I criteri di amministrazione erano molto severi é l'assistenza alle persone limitata all'essenziale.

Chi non si atteneva alle regole veniva allontanato dall'ospizio; a Namur l'esecutore di tale provvedimenti, era il boia. Nel regolamento di Tournai del 1351 era vietato sparlare di donne, bèstemmiare, giocare ai dadi ed era precisato di rispettare gli orari e di lavarsi i piedi prima di coricarsi. I viandanti potevano generalmente passare una sola notte (gratuitamente) nell'ospizio; a Tienen due notti e a Bruxelles e Gand tre notti dopo la prima; di Bruxelles viene anche annotata la particolarità che ai viaggiatori veniva distribuita carne. Gii alloggi dei pellegrini erano piuttosto esigui: spesso dieci o dodici posti letto in un ambiente. Tuttavia alcuni ospizi potevano attirare un numero rilevante di pellegrini e vennero ripetutamente ampliati; erano più spazio, si soprattutto quelli di Arras e di Parigi.

Nei Paesi Bassi settentrionali l'ospizio di Utrecht era probabilmente il più grande. Comprendeva un refettorio, una cappella, un ospizio e una decina di appartamenti. Nel 1538 furono visitatele fondazioni religiose di Utrecht e dal verbale della visita all'ospizio jacopeo pare che ci fossero otto frati che non pasteggiavano mai in convento, come prescritto dal regolamento. I suddetti pagavano annualmente una somma complessiva per ottenere l'autorizzazione a consumare i pasti fuori dal convento, quindi non potevano essere considerati “frati” in quanto non assicuravano l'assistenza all'ospizio. I monaci si meritavano appieno questa nomea, anche perché non appena si trovavano riuniti in vita comune commettevano molte “insolentie”. Anche l'attività non era eccessiva: “sembra che qui nessuno venga intrattenuto se non dei pellegrini di Santiago sofferenti e, quando questi giungono, ricevono solamente riparo e possibilità di dormire”.

 

 

 

L'indulgenza del 1497

Le opere di beneficenza venivano ricompensate dalla Chiesa con indulgenze. Quando le istituzioni ecclesiastiche necessitavano finanziamenti supplementari per qualsiasi ragione, vi provvedevano i vescovi o il papa con la vendita di indulgenze. Questo commercio di indulgenze costituì la pietra dello scandalo per i critici delle pratiche ecclesiastiche, come fu evidenziato dalle osservazioni di Erasmo, dalle condanne di Lutero e molto più tardi dall'invettiva di Gisbertus Voetius.

Nei Paesi Bassi furono messe sul mercato molte indulgenze anche a favore di santuari all'estero. Le indulgenze più notevoli erano quelle della cattedrale di Saintes verso il 1500 ed anche quelle di San Pietro a Roma. Meno noto è, nei Paesi Bassi, il caso delle indulgenze a favore della nuova fondazione per pellegrini a Compostela nel 1497.

A Santiago de Compostela il vecchio ospizio era stato distrutto dalle fiamme e i re cattolici Isabella di Castiglia e Ferdinando di Aragona presero l’iniziativa di una nuova costruzione. Evidentemente le finanze reali non furono sufficienti a coprire le spese dato che i sovrani richiesero a papa Innocenzo VIII (1484-1492) L’autorizzazione alla concessione di una grande indulgenza. Innocenzo VIII in una ordinanza papale creò una confraternita aperta ad uomini e donne collegata al grande ospizio per pellegrini, ai cui membri furono accordati importanti favori ecclesiastici. I privilegi concessi da Innocenzo VIII furono confermati dal suo successore Alessandro VI (1492-1503) e furono ripresi in una vendita generale di indulgenze diffusa in tutta Europa.

Questo spiega il viaggio nei Paesi Bassi del protonotarius papale Alfonso de Losa, che fece stampare le lettere d'indulgenza a Aalst presso I'editore Dirk Mafiensz e a Westminster in Inghilterra presso I'editore Wynkyn de Worde.

Pagando una somma di denaro, del resto non indicata nella lettera d'indulgenza, si contribuiva non solo alla futura costruzione del “Hostal de los Reyes Catolicos” ma si comprava anche la propria appartenenza alla già citata confraternita, favorendo così la salvezza dell'anima anche con l'apporto delle preghiere della suddetta confraternita. Non è noto purtroppo quanto abbia fruttato, nei Paesi Bassi, il commercio dell’ indulgenza per la costruzione di Compostela. In ogni caso la costruzione del nuovo ospizio per pellegrini fu ultimata nel primo quarto del XVI secolo.

Si parla del nuovo ospizio reale in una nota riguardante le vicissitudini e il decesso a Compostela nel 1518 di un pellegrino di Deventer.

 

 

 

Una (provvisoria?) fine

Il rifiuto incondizionato del pellegrinaggio da parte di tutti i riformatori ebbe conseguenze importanti per quello di Compostela.

Dopo la Riforma non vennero quasi più pellegrini dai paesi riformati: Scandinavia, Inghilterra, Paesi Bassi settentrionali e molte regioni tedesche. In Olanda i pellegrinaggi furono totalmente vietati nel decreto del 23 giugno 1587 e così fu il caso per la Gheldria dd,9 aprile 1622.

II divieto della pratica della riconciliazione per la risoluzione dei delitti, riportato nell’ordinanza del 9 luglio 1570 segnò la fine delle imposizioni di pellegrinaggi nelle Fiandre.

Un'ordinanza emanata dagli arciduchi Isabella e Albrecht lo estese nel 1618 a tutti i Paesi Bassi da loro amministrati.

Nelle regioni rimaste cattoliche la Riforma ha lasciato tracce evidenti, ma era già in vigore l'azione purificatrice del Concilio di Trento per cui i fedeli continuavano a nutrire la loro devozione per san Giacomo di Compostela.

Nonostante ciò le confraternite e gli ospizi sparirono, oppure furono loro assegnate funzioni diverse come ospedali o case per anziani.

Si è conservata una sola testimonianza del viaggio di un abitante dei Paesi Bassi meridionali, un certo Lambert Meleau, originario di Bouvigue (Namur). Egli visitò il santuario spagnolo nel XVII secolo.

 

Dati provvenienti dalla confraternita di San Giacomodi Maubeuge riferiscono che tra il 1628 e il 1632, 287 pellegrini pernottarono nel'ospizio di San Giacomo. Simili dati, che riportano 223 pernottamenti tra il 1724 e il 1739, provengono da Ath, città non situata sugli itinerari classici. Sembra che soprattutto la Guerra di successione austriaca (1741-1748) abbia dato il colpo di grazia ai pellegrinaggi nei paesi meridionali anche se ci fu una leggera ripresa dopo il 1750 circa. La Rivoluzione Francese ha segnato la fine degli ospizi di San Giacomo e delle confraternite nei Paesi Bassi meridionali.